La quota precedente di 170.000 persone si è infatti rivelata insoddisfacente.
Si apre quindi la possibilità di impiegare ulteriori 350.000 lavoratori extra-comunitari.
Si apre la possibilità di impiegare ulteriori 350.000 lavoratori extra-comunitari.
La Corte dei Conti ha finalmente registrato il testo del decreto integrativo di programmazione dei flussi di lavoratori immigrati per il 2006 (chiamato anche “schema Decreto Flussi 2006 bis”) che autorizza 350.000 nuovi ingressi di lavoratori subordinati extracomunitari, in aggiunta ai 170.000 previsti dal decreto pubblicato lo scorso marzo.
Si tratta di un provvedimento “sui generis”, che all’articolo 1 contiene la previsione in base alla quale “è ammessa un’ulteriore quota massima di 350.000 ingressi, concedibili sulla base delle domande di nulla osta al lavoro che, a seguito di verifica delle condizioni di ammissibilità, risultino regolarmente presentate dai datori di lavoro entro la data del 21 Luglio 2006”.
“Il precedente Decreto Flussi -ha spiegato il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero- non aveva nulla a che vedere con la realtà, visto che sono pervenute dai datori di lavoro italiani 520 mila domande. Il nuovo decreto prende atto della realtà delle domande e colma questo gap di 350 mila richieste che altrimenti sarebbero rimaste inevase".
Come hanno ribadito i Ministri Amato e Ferrero “Non è una sanatoria, si tratta di regolarizzare lavoratori che sono già in Italia, che hanno a disposizione un contratto e un alloggio”.
Proprio per questo, il Governo si è avvalso di una possibilità prevista dalla legge Bossi-Fini, quella di riaprire durante l’anno le quote d’ingresso per rispondere alle esigenze del mondo del lavoro.
Siamo agli sgoccioli di un percorso iniziato il 21 luglio scorso, ora bisogna attendere soltanto i tempi tecnici per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
a cura di Claudia Nicoletti